collezioni: ceramiche

CERAMICHEa Palazzo

Le Ceramiche

Nel contesto delle collezioni della Fondazione d'Arco ha posto una notevolissima raccolta di ceramiche meritevole d'esser conosciuta dagli appassionati di questo settore artistico. Si tratta di un complesso piuttosto disomogeneo sotto l'aspetto tecnico (ceramiche graffite, maioliche, porcellane, terraglie) e storico (vi sono rappresentate produzioni d'ogni fabbrica e d'ogni epoca tra le più importanti) nato, più che da esigenze di collezionismo, dalle necessità d'uso e perciò frutto di scelte casuali e pratiche. Accanto ai grandi servizi da tavola in maiolica, degli Antonibon delle Nove di Bassano e della manifattura di Faenza, vi sono anche quelli in porcellana della produzione Ginori di fine Ottocento, vari esemplari di manifatture orientali, alcuni della manifattura lodigiana di Antonio Ferretti del secolo XVIII mentre altri rimandano ad officine pesaresi. Accanto a questi esemplari prestigiosi figurano anche testimonianze della grande tradizione ceramica mantovana, la lavorazione graffita dei secoli XV, XVI e XVII, ben rappresentata nel museo grazie ai numerosi reperti raccolti dalla marchesa d'Arco durante i lavori di sterro nella vicina zona occupata un tempo dallo scomparso convento di san Giovanni delle Carrette.

Infine, non si può negare che il valore della raccolta trovi il suo fulcro in due pezzi acquistati dai Gonzaga presso le più importanti botteghe del tempo, il boccale faentino con il simbolo del crogiolo e la coppa raffigurante La pesca miracolosa attribuibile alla cerchia di Nicola d'Urbino.

Servizio completo da tavola della manifattura bassanese degli Antonibon
antonibon   Servizio completo da tavola della manifattura bassanese degli Antonibon
Manifattura Antonibon delle Nove di Bassano
Ultimo quarto del secolo XVIII
Maiolica dipinta nei colori azzurro, giallo, turchino, verde
Diam. del piatto medio cm 45; del piccolo cm 23,50
inv. 4436

 

Ogni esemplare del servizio, nelle misure grandi e piccole, tondi e fondi, come nei recipienti (salsiere, zuppiera) presenta orlo sagomato e lieve baccellatura. Il rovescio è bianco, siglato talvolta dalle lettere dell’alfabeto dipinte in azzurro. L'impasto della maiolica su cui sono stesi decorazione e colori, è bianco lattiginoso; vetrina brillante. Il decoro floreale del servizio varia a seconda dei pezzi in modo da presentare una certa multiformità: nella zuppiera si arricchisce del motivo a ponticello con piramide, mentre nei piatti compare al centro il cestello con fiore a grandi petali le cui foglie si allungano sino a toccare un grosso garofano. Tali elementi decorativi appartengono alla produzione veneta degli Antonibon alle Nove di Bassano, conosciuta a Mantova perché vi tenevano una bottega dove smerciare il loro campionario. Esemplari simili nel Victoria & Albert a Londra sono marcati a rovescio "Nove, G:B:A:B ed N" in azzurro, indicanti i nomi di Giambattista Antonibon (1728) o del figlio Pasquale (1738) o del nipote Giambattista (1774) in collaborazione con Giovanni Maria Baccin.

Mariarosa Palvarini Gobio Casali

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